Il Cerchio Magico A.P.S. NO PROFIT

Sede legale: Via Iacopo Tomadini n° 3

34070 Villesse (GO)

CF 91028960317

Iscrizione nel Registro regionale delle a.p.s. con Decreto n°180 CULT/7VIP dd. 22 febbraio 2007 [posizione n°99].

Relazione illustrativa

Introduzione

Il Cerchio Magico” è un’associazione giovanile di promozione sociale che sostiene la partecipazione ad attività volte allo sviluppo delle risorse sociali del territorio, attraverso diverse forme e modalità.
La creazione di legami interpersonali offre all’individuo la possibilità di espressione e di autorealizzazione. Sua conseguenza diretta è il sorgere di un senso di appartenenza alla comunità, elemento che promuove il dinamismo sociale delle forme aggregative, favorendo il dialogo e la concertazione con gli amministratori pubblici, contribuendo alla prevenzione di alcuni fenomeni tipici del malessere sociale.

La nostra Associazione ed il suo ordinamento interno si ispirano a principi di democrazia e di uguaglianza (canoni fondamentali interpretativi dello Statuto); promuove attività di utilità sociale di diversa natura, a favore degli associati e di terzi, incentivando la mutua assistenza e il contatto sociale, volti in particolare a riconoscere e diffondere il valore dell’iniziativa dei singoli cittadini nello svolgimento di attività di interesse collettivo.

Partendo dal semplice desiderio originario di non restare a guardare, ritenendo che, pur nei propri limiti, sia sempre possibile offrire qualcosa, si intendono strutturare diverse occasioni di incontro, di promozione, di attivazione e di riflessione, nella convinzione di poter innescare un “effetto domino” con i singoli e le altre realtà aggregative che questa associazione incontrerà lungo il suo cammino. Iniziative capaci di sollecitare la partecipazione e la promozione sociale, uscendo dalla logica dell’aggregazione “monotematica”, inevitabilmente chiusa in se stessa e scollegata dall’insieme delle realtà sociali, per stimolare una nuova ottica di partecipazione sociale, in cui la solidarietà, la cooperazione internazionale e la pace, valori tipici di una società in evoluzione, acquistino la necessaria centralità nella vita dei cittadini.

Generalmente la popolazione locale viene considerata un soggetto passivo piuttosto che un partner attivo, in realtà, esistono una riserva di potenziali attività sommerse che le associazioni ed i gruppi locali svolgono. Vi sono infatti progettualità, quali la riduzione degli sprechi, la valorizzazione del patrimonio architettonico, un utilizzo più razionale dei servizi ricreativi e la tutela dell’ambiente che dimostrano tale impegno. Vi è un evidente valore economico in molte di queste attività locali, sia per quanto riguarda un’efficace utilizzo delle risorse (risparmio) ed il contenimento degli sprechi che per quanto riguarda l’occupazione.

I primi passi all’interno di questa organizzazione si fondano sulla creazione di legami interpersonali che offrono all’individuo la possibilità di espressione, di autorealizzazione e di autodeterminazione, che determinano lo sviluppo di un senso di appartenenza ad un gruppo ed indirettamente alla sua comunità. I passi successivi conducono a favorire anche il dialogo, la concertazione, la condivisione, la partecipazione e l’attuazione dei PDZ e di altri programmi elaborati dagli amministratori.

Il Cerchio Magico” si propone nel dettaglio di contribuire alla sicurezza e alla valorizzazione del territorio, incentivando i settori chiave della socializzazione come la qualità della vita, le forme di mutua assistenza, l’informazione e la formazione, la tutela dell’ambiente, l’occupazione, sempre con il fine ultimo di fornire ai giovani dei riferimenti positivi.

Il Cerchio Magico

_la nostra storia.

Il nucleo di partenza de “Il Cerchio magico” ha iniziato ad operare a Gennaio 2005, inizialmente come semplice aggregazione giovanile e in seguito (dopo circa un anno di “lavoro insieme”) ha ritenuto opportuno identificarsi in una forma organizzativa sociale riconoscendosi in uno statuto. In questo periodo è maturata sempre più forte la convinzione che sia necessario creare proposte credibili e sostenibili, basate sulla collaborazione anche tra pari, non limitandosi perciò ad una semplice offerta di spazi ed organizzazione di eventi ma offrendo una dimensione quasi domestica, nella quale imparare a vivere insieme, dando un valore alla persona.

L’associazione ha rappresentato, da subito, un’espressione libera, autonoma e formale di un gruppo di giovani, ed adulti che ha iniziato ad aggregarsi e creare rapporti sempre più intensi ed intrisi di idee e proponimenti, portando così ad un periodo di iniziative condivise dal gruppo e definite dallo statuto associativo.

Attraverso l’amicizia, che rappresenta la filosofia su cui si basa il modo di agire di questa associazione, si sono rese conciliabili le molteplici differenze di età, di formazione, di esperienze. Questo sfondo ha fatto sì che le diversità individuali (anche dal punto di vista professionale) divenissero un’unica risorsa polivalente, fonte di arricchimento reciproco e attrazione per le persone esterne non associate.

Si è cercato di individuare percorsi che possano facilitare il dialogo e lo scambio relazionale tra gli associati, valorizzando il singolo individuo al fine di non far sentire nessuno “difettoso”, in un’ottica di reale sostegno reciproco. Il nostro obbiettivo è quello di potenziare il capitale sociale del territorio, appoggiando e rafforzando i giovani ed in generale tutti coloro che sono naturalmente inclini ad essere attivi socialmente, motivando il desiderio di cooperazione e partecipazione attiva.

Si ritiene utile rimarcare che l’associazione (apolitica e aconfessionale) ha potuto operare in piena autonomia attraverso il superamento di impostazioni politiche e religiose, promuovendo valori autentici e condivisibili, svincolati da linee e tendenze particolaristiche che limitino il raggio di coinvolgimento personale e sociale.

_sedi dell’Associazione e ambito territoriale

La sede legale:

  • Via Tomadini 3, 34070 Villesse (GO)

Sedi operative:

  • Sala del Caminetto presso Palazzo Ghersiach, Via Roma 6, 34070 Villesse (GO)*

  • Ex Deposito Munizioni “Monte di Mezzo”, località Peteano, Sagrado (GO).

Persona di riferimento:

Andrea Subani

Telefono 3334777548 andreasubani@live.it

*In data 01/2014 tale location è stata riconvertita grazie a delibera provinciale della sovrintendenza per i beni culturali a museo destinato alla conservazione ed esposizione delle ‘Pietre miliari’ rinvenute sul torrente Torre.

L’ambito territoriale segnala la nostra presenza su tutto il territorio Regionale ovverosia nelle Province di Pordenone, Udine, Gorizia e Trieste con particolare riferimento agli Ambiti dell’Alto e Basso Isontino, riteniamo utile inoltre menzionare le varie forme di progettualità transfrontaliera con la vicina Slovenia.

_i livelli della partecipazione.

Ad ottobre del 2011 l’Agenzia per il terzo settore ha approvato le “Linee guida sulla definizione di criteri e modelli per la partecipazione del Terzo settore alla determinazione delle politiche pubbliche a livello locale”, giungendo così al termine di un percorso che ha preso avvio dagli studi raccolti nel Libro bianco pubblicato lo stesso anno.

Lo staff progettuale della nostra Associazione ha preso visione di tali pubblicazioni, trovando al suo interno utili strumenti e spunti per l’attuazione di pratiche partecipative più inclusive, attraverso semplici e chiari indirizzi che hanno la finalità di innescare processi di crescita e responsabilizzazione.

In primo luogo nelle Linee guida sono richiamati i principi su cui si basa, in generale, il coinvolgimento dei cittadini singoli ed associati ai processi decisionali ed un ruolo di primo piano è riconosciuto al principio di solidarietà (canone fondamentale del nostro Statuto) che compare al fianco di quelli di eguaglianza, sussidiarietà e trasparenza. Secondo la nostra visione “Solidarietà” non si traduce esclusivamente in un “fare” ma si manifesta anche mettendo le proprie competenze al servizio del processo decisionale pubblico ed è proprio in questa direzione che può e deve essere letta, riletta, rivisitata, la stessa funzione di advocacy del volontariato.

Siamo convinti, in questo senso, che l’intervento delle organizzazioni debba essere esteso anche alla fase della valutazione degli esiti della partecipazione, in modo da sviluppare una cultura dell’accountability che legittimi non solo l’ente pubblico, ma anche l’organizzazione stessa; riteniamo infatti che il momento valutativo sia un requisito indispensabile per la realizzazione di politiche pubbliche efficaci, attraverso cui si dà conto ai cittadini ed agli stakeholder delle scelte compiute e si realizza quel principio costituzionale al buon andamento della amministrazione pubblica sancito dall’art. 97 della nostra Costituzione.

Come noto, le Linee guida si iscrivono nel novero degli strumenti definiti di soft law, esse quindi pretendono di offrirsi come strumento che vincola in base a quanto sono appropriate e condivisibili le indicazioni in esse contenute. Appropriatezza e condivisibilità che possono essere senz’altro ricavate dall’essere fondate su un concetto di democrazia intesa come procedimento che porta all’assunzione di decisioni mediante il confronto paritario e costruttivo tra più posizioni, supportate da argomentazioni razionali, tra le quali può emergere la soluzione migliore.

In particolare nella gestione dei servizi a valenza sociale negli ultimi anni si è corso a nostro avviso un doppio rischio; da un lato che l’Ente locale dettasse obbiettivi, risultati attesi, costi e strategie generali, richiedendo ai soggetti concorrenti di adeguare gli interventi alle sue richieste, lasciando poco margine alla capacità di lettura e di progettazione del privato sociale. Dall’altro lato, partendo dalla consapevolezza di aver spesso fatto ricorso all’esternalizzazione come procedura e metodo di gestione di servizi sociali ed educativi, il rischio opposto è di delegare non solo gli interventi diretti, ma anche le funzioni di ascolto, di lettura consapevole dei bisogni e dunque di progettazione dei processi o dei servizi da attivare. In generale a scontare questo doppio rischio sono a nostro avviso i servizi meno standardizzati, tipizzati, definibili in azioni e metodi univoci, quelli non riconducibili a interventi diretti da ‘manuale’; si tratta cioè di progetti che richiedono un complesso di rapporti e di partner in cui i tempi e le relazioni sono date dai vari nodi della rete e non sono governabili in modo direttivo, tanto meno lo sono dall’esterno. Si tratta per esempio di progetti di empowerment di comunità, di promozione di sani stili di vita e di protagonismo di adolescenti e giovani, e di costruzione e mantenimenti di reti o di processi partecipativi.

Siamo dunque alla tipologia di progetti atipici, di sperimentare una nuova forma di rapporto con il terzo Settore, un rapporto che superi i due rischi di cui sopra i cui il privato sociale è chiamato non a competere, assumendo esclusivamente logiche del mercato, ma a concorrere con la pubblica amministrazione per la realizzazione di interventi finalizzati al benessere della comunità. Per raggiungere tale obiettivo l’Associazione ha sempre perseguito l’intento di ottimizzare diverse collaborazioni sia con enti pubblici e privati che con privati cittadini (vedi paragrafo collaborazioni), mettendo a disposizione spazi e personale, per la realizzazione di diverse proposte in linea con i principi elencati fino ad ora.

_il target ‘Giovani’.

Difficoltà di accesso al mondo del lavoro, crescente precarizzazione, alti costi dei servizi abitativi e un welfare debole che non sembra investire sufficientemente sulle risorse dei giovani sono alcuni punti critici della condizione giovanile contemporanea.

L’attenzione nei confronti delle giovani generazioni è andata crescendo in questi ultimi anni, per citare alcuni indicatori, possiamo considerare il tasso di occupazione dei giovani tra i 18 e i 29 anni che, nel 2010 si attestava attorno al 34,5 %, in caduta del 13,3 % rispetto al 2008, anno di inizio della crisi. Interessante anche l’incremento dei cosiddetti NEET (Not in education, emplyment or training), ovvero i giovani al di fuori dei percorsi di studio e lavoro, che nel 2012 avevano superato il 22 % degli individui tra i 15 e i 29 anni (Istat, 2013).

Questi fenomeni non sono soltanto l’effetto della recente crisi economica. La combinazione dei cambiamenti demografici, istituzionali (riforma del lavoro e delle pensioni) e di mercato avvenute in Italia negli ultimi due decenni si è progressivamente accompagnata a un ampliamento della sfera della vulnerabilità sociale che ha interessato in gran parte le giovani generazioni. Il risultato è che i giovani, se privi di adeguati sistemi di protezione provenienti dalla famiglia di origine, si trovano più esposti al rischio di esclusione sociale.

Ad un sintetico sguardo d’insieme è possibile delineare tre diversi livelli di impegno con i giovani.

Il primo è identificabile con le situazioni in cui le attività svolte a favore del mondo giovanile non sono caratterizzate da continuità e non risultano coordinate fra di loro; non se ne discute ovviamente l’efficacia, ma indubbiamente esse non sono riconducibili ad una strategia organica ma risultano dalla libera espressione giovanile all’interno di un ambiente protetto, volto alla promozione di corrette condotte e alla formazione di un corretto senso civico.

Nel secondo livello sono collocabili le forme di azione legate ad una progettualità che, accanto al rigore metodologico tipico dei percorsi di progettazione, non cede al rischio di una rigida predeterminazione, ma rimane aperta alla prevedibilità e quindi alle potenzialità proprie dei soggetti in crescita, favorendone l’autonomia decisionale e di azione.

Nel terzo livello ritroviamo più specificatamente la dimensione politica, che si caratterizza come la capacità di organizzare e indirizzare l’impegno con e per i giovani non immiserendosi negli interessi particolari o di breve respiro; è altresì peculiare di tale livello la costruzione fra gli attori territoriali che si occupano di giovani generazioni di spazi, di strumenti, di percorsi legati a comuni responsabilità (lavoro di comunità).

La nostra decisione di accompagnare educativamente la crescita delle giovani generazioni non può quindi solo tradursi in iniziative isolate, estemporanee, o rivolte ad un unico settore ma deve coinvolgere tutta la rete dei soggetti, tutto il sistema denominato comunità locale. Risulta evidente che tale prospettiva è perseguibile nella misura in cui le comunità locali la fanno propria, creando le condizioni utili a garantire a tutti i giovani condizioni minime di autonomia, favorendo partecipazione e capacità di iniziativa. L’idea di comunità come rete educativa si è fatta strada al punto di affermare che nessuno può o dovrebbe chiamarsi fuori dalle responsabilità nei confronti dei giovani.

_metodo.

La peer education è una metodologia educativa proveniente dal mondo anglosassone; una modalità di base secondo la quale un piccolo gruppo di pari opera attivamente per informare e influenzare il resto del gruppo d’appartenenza. I risultati positivi ottenuti hanno permesso in seguito la diffusione di tale pratica educativa nel resto dell’Europa, utilizzandola per sviluppare diverse tematiche come il tabagismo, la tossicodipendenza, l’alcolismo, la salute sessuale, i comportamenti a rischio e la dispersione scolastica. Anche autori classici come Piaget, Vygotsky e Sullivan hanno posto l’attenzione all’interazione tra pari come promotrice dello sviluppo individuale (sociale, cognitivo, comunicativo e auto valutativo; la condivisione delle esperienze ed il linguaggio comune si caratterizzano come facilitatori non solo da un punto di vista cognitivo ma anche affettivo.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità sostiene che è necessario avere un’attenzione mirata alla promozione delle competenze psicosociali, cioè delle abilità che rendono la persona in grado di fronteggiare efficacemente le richieste e le sfide della vita quotidiana; il mondo adulto lamenta una popolazione giovanile troppo fragile, incapace di sapersi dare dei limiti, di costruire un progetto di vita.

Esempi d’utilizzo della peer education a scuola hanno permesso ai giovani di uscire dal ruolo di studenti passivi, fruitori di ciò che il mondo adulto propone loro; gli adolescenti stessi spesso si sono trovati spiazzati dall’idea di diventare interlocutori attivi e propositivi rispetto all’istituzione scolastica. Numerose ricerche attuate in ambito preventivo, confermate anche dalla recente richiesta da parte degli insegnanti di laboratori sulle emozioni, rilevano la necessità di programmi educativi che favoriscano il confronto, la discussione e la riflessione attraverso le attività esperienziali e l’apprendimento attivo.

Ambiente educativo e progettazione

La realtà dei minori in difficoltà, che vorremmo conoscere attraverso la ricerca, è puntiforme, discontinua, instabile, come un insieme di fenomeni non sempre omogenei, isolati spesso gli uni dagli altri, suddivisibili a loro volta in elementi ancora più minuti; per comprendere e ricondurre tale articolazione a una realtà che sia possibile conoscere e condividere è quindi necessario uno sguardo altrettanto articolato, che consenta di tenere insieme i diversi approcci.

Se si considerano i minori non come human becoming, ma come human being, cioè cittadini a tutti gli effetti che necessitano di interventi a loro misura, questa misura sarà la migliore anche per le fasce meno tutelate e protette.

La comunità può essere vista anche sotto l’angolatura del rapporto tra fattori di protezione e fattori che influenzano negativamente la crescita. Ciò comporta una nuova visione dello sviluppo della persona, visto nel bilanciamento tra rischio ed elementi protettivi del contesto. Gli elementi di resilience che influiscono positivamente e permettono di contrastare le influenze negative possono essere il successo scolastico, il senso di responsabilità e la presenza di adulti significativi. Esiste, come hanno scritto Emiliani e Bastianoni, una “interdipendenza tra organizzazione del quotidiano e sviluppo della competenza sociale e cognitiva dei minori”, per “riannodare i fili della vita quotidiana come un tessuto connettivo di base su cui viene saldata l’esperienza attuale”.

A fronte delle multiproblematicità della popolazione minorile e della sua complessità, gli enti preposti alla pianificazione sociale segnalano alcuni orientamenti condivisi e ritenuti prioritari dal nostro staff operativo, essi sono:

  • la progettualità a favore della fascia giovanile;

  • la promozione di risorse sostitutive;

  • la possibilità di effettuare raccordi con i settori educativi/sportivi;

          • la promozione di interventi orientati a contesti di socializzazione più ampia del singolo intervento;

          • la promozione del benessere psico-fisico.

Una tale progettualità si pone anche come obbiettivo quello di intervenire come proposta di animazione in contesti depressi, superando la logica degli interventi individuali di sostegno in favore a proposte di educativa e socializzazione di gruppo, nonché la stimolazione dei ragazzi verso attività di realizzazione e valorizzazione delle loro capacità.

Come ogni iniziativa in ambito sociale, inoltre, i risultati si possono valutare in termini di investimento sul capitale sociale, investimento che porta i suoi frutti nell’individuo per il resto della sua esistenza permettendo ad un intervento così concepito di diventare un patrimonio per tutti.

Il metodo è oltre che innovativo nella sua realizzazione anche replicabile e quindi si intende proseguire secondo il medesimo approccio, in mainstreaming , per creare altri momenti di aggregazione e operatività e parallelamente impostando una collaborazione continuativa nel tempo con la rete delle strutture sportive provinciali, le realtà aggregative già operanti sul territorio e le associazioni che statutariamente si impegnano a favore della crescita e della formazione giovanile.

Sulla base di quanto descritto fino ad ora, ci proponiamo di offrire occasioni di incontro e di relazione strutturate su iniziative progettuali che siano in grado di coinvolgere i giovani e farli sentire protagonisti anche attraverso la responsabilizzazione ma soprattutto attraverso la soddisfazione di fare, di saper fare ed essere.

Le proposte di attivazione che scaturiscono nell’ottica dell’approccio metodologico delineato intendono implementare, per quanto possibile, il servizio di educativa territoriale che attraverso varie metodologie (interventi educativi organizzati e/o lavoro di strada) a seconda del target di riferimento oggetto degli interventi, garantisca delle opportunità per adolescenti e giovani del territorio di vedere riconosciuta la possibilità di aggregarsi in luoghi spontanei con la presenza di adulti tutelanti.

La motivazione che ci spinge a ricercare questa tipologia progettuale nasce dall’assenza di luoghi e contesti sicuri in cui i minori possano ritrovarsi e trovare dei riferimenti qualificati.

In un’ottica del genere risulta alquanto difficile misurare le azioni ed i risultati corrispondenti, ciò nondimeno, l’esperienza pregressa che molti di noi hanno alle spalle, ci porta a considerare come prioritaria la rilevazione (ed eventualmente la ricognizione) degli insediamenti abitativi congiunta ad una periodica ed adeguata programmazione trasversale di confronto del team project.

I cambiamenti introdotti dalle azioni del progetto (quantitativi e qualitativi) verrebbero ponderati confrontando gli indicatori delle cadenza delle presenze nello stesso contesto (affluenza) e nella percentuale di adesione riferita a specifiche tipologie delle proposte educative.

Esempio monitoraggio:

  • Registro presenze;

  • Relazioni scadenzate sulle attività proposte;

  • Registro contatti ricevuti;

  • Registro “abbandoni” e “nuovi” utenti.

Esempio di indicatori:

  • Numero e tipo delle attività proposte;

  • Numero e tipo dei contatti ricevuti;

  • Numero e tipo delle attività promosse e realizzate da gruppi informali di giovani.

_Analisi territoriale

Questa associazione vuole diffondere una serie di azioni di prevenzione ispirate e pianificate sulle tracce di due indagini di carattere socio-sanitario condotte sul territorio provinciale (Gorizia).

Nella fattispecie si tratta di due studi promossi indipendentemente e contemporaneamente nel 2001, uno dalla Arcidiocesi di Gorizia in collaborazione con l’Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia e l’altro dall’Azienda per i Servizi Sanitari n°2 “Isontina” in collaborazione con l’Istituto di Igiene e Medicina Preventiva dell’Università degli Studi di Milano e con l’Istituto Superiore di Sanità, che hanno dato i medesimi risultati.

Tali studi evidenziano gli atteggiamenti espressi dai nostri giovani in confronto a quelli del campione nazionale. I giovani di tutta la Provincia di Gorizia segnalano notevoli disagi in famiglia dove vivono contrasti e indifferenza e presentano difficoltà di comunicazione talvolta negli stessi rapporti amicali.

Privilegiano i luoghi informali e di distrazione a scapito della partecipazione a gruppi impegnati. E’ stato rilevato un diffuso disimpegno nelle relazioni affettive che vengono vissute con poca progettualità. Tali vissuti portano i giovani a vivere comportamenti e stili di vita a rischio (superano la media nazionale del 20%) quali il bullismo, la violenza, problemi legati alla sessualità non consapevole, l’uso di sostanze stupefacenti e l’abuso di sostanze alcoliche, con i conseguenti incidenti stradali specialmente nei sabati sera. Tali eventi rappresentano la prima causa di morte dei giovani in Europa.

Si evidenzia, per i sopraccitati motivi, un progressivo sfocamento di obiettivi personali, di autostima e di motivazioni ed una conseguente innaturale tendenza ad esprimere il proprio disagio attraverso comportamenti a rischio, grazie anche ad un progressivo indebolimento della figura genitoriale, che spesso risulta incapace di fornire valori e guidare i figli lungo le diverse tappe dello sviluppo emotivo e psicologico.

Il presente progetto vuole attirare, attivare e motivare i ragazzi coinvolgendoli attraverso un percorso ludico ricreativo costruito sul ruolo delle relazioni personali, capace di stimolarli a produrre qualcosa di proprio che possa aver, oltre che un valore personale, un valore anche all’interno della loro comunità di giovani cittadini. Si prevede quindi di suscitare il loro interesse nei confronti di questa iniziativa, attraverso varie fasi tutte tendenti a favorire un approccio più meditato riguardo il significato dell’amicizia, della mutua assistenza e dell’auto-organizzazione

In qualità di iniziative fuori porta si rende noto che la nostra Associazione è già dedita a promuovere la solidarietà giovanile in contesti non organizzati e completamente estranei alla realtà del tessuto scolastico, tale da impostare una relazione educativa che esuli dalle normali metodiche di approccio e di relazione costruttiva.

L’occasione di riunirsi all’interno di un gruppo appositamente non strutturato, alla pari e lontano da obblighi scolastici o di organizzazione genera un nuovo stato di percezione del “volontariato” nel quale ogni individuo sarà libero di esprimersi e formalizzare il proprio pensiero secondo l’espressione artistica che meglio lo rappresenta. Il messaggio diventa efficace se inserito in un contesto informale non connotato da confini scolastici o organizzativi, ma sviluppato in luoghi di incontro, di socializzazione o di svago.

Si propone, pertanto, di sostenere l’apprendimento piacevole e spontaneo, attraverso l’esperienza del gioco, dell’attività manuale e della pratica, in un’ottica che ne favorisca la creatività, quale patrimonio indispensabile per una crescita equilibrata e serena.

L’ASSOCIAZIONE E GLI ORGANISMI TERRITORIALI

Il Comune di Villesse (sede legale) è l’ente con il quale l’associazione ha avuto un rapporto particolareggiato, oltre allo stanziamento di fondi, ci è stato concesso, dal 2008, l’uso gratuito di una sala dell’edificio Palazzo Ghersiach. La location ci è stata oggetto di un fervido impegno da parte dell’intero staff associativo nella manutenzione e restyling della stessa, ad Aprile sono iniziate finalmente le prime attività. La suddetta sede operativa è stata un punto di riferimento per molti giovani del Comune, offrendo vari e diversificati appuntamenti periodici settimanali.

Il Comune di Cormòns, già in data 11/07, ci assegnava in uso temporaneo una sala presso l’edificio Ex Scuola Elementare “Vittorino da Feltre”; struttura nella quale abbiamo già realizzato il corso di “Danza della Luna” ed il laboratorio di “Parkour”. La collaborazione con questo Comune prosegue di anno in anno e ciò si evidenzia nella nostra partecipazione a molti eventi e feste del Paese, nei quali offriamo le nostre esperienze e capacità organizzative di animazione e teatro di strada.

Il Comune di Romans d’Isonzo, impegnato a sostenere e promuovere iniziative giovanili anche “fuoriporta” è stato sempre molto sensibile ed attento a segnalare e pubblicizzare le nostre attività statutarie e continua a darci la possibilità di realizzare i nostri progetti di Piccolo Circo inserendoci nelle principali ricorrenze paesane oltre che darci la possibilità di organizzare laboratori esperienziali di riciclo in collaborazione con l’associazione Legambiente.

Il Comune di Turriaco ha visto la nostra compartecipazione per la prima volta (2008) in occasione della ormai famosa Festa del Solstizio, dove quest’anno si è registrata un’affluenza di circa un migliaio di spettatori. Il Cerchio Magico in questa esibizione ha dato il suo meglio offrendo nel contempo una serie di letture interpretate da voce e flauto, una processione improvvisata di luci e giochi d’acqua, una doppia performance musicale di didgeridoo, il saggio di fine corso di “Danza della Luna” e le bolle di sapone che sembrano ormai volerci accompagnare in ogni nostro viaggio.

La Provincia di Gorizia è tra i finanziatori che, attraverso alcune normative regionali, eroga fondi indispensabili per sostenere alcune attività specifiche; è stato altresì possibile l’inserimento della nostra Associazione nel Forum Giovani. Riteniamo utile sottolineare la disponibilità del servizio stampa e divulgazione di questo Ente che ha promosso il nostro format del “questionario sulla pace” nella sezione News del sito ufficiale www.provincia.gorizia.it.

La Regione Fvg, ed in particolare la Direzione Centrale di Istruzione, Cultura, Sport e Pace ha finanziato ai sensi della L.R. 3/1998, ART. 19, COMMA 12 il progetto “Libere Frontiere”. La proposta progettuale si propone di avvalorare, riconoscere e testimoniare l’imprescindibile ruolo storico della zona di confine, attraverso una pianificazione annuale di eventi, articolati secondo un modello partecipativo, volto a creare reti di relazioni di promozione sociale internazionale. “Libere Frontiere” vuole essere un percorso, più ampio della singola iniziativa, duraturo nel tempo, nato spontaneamente verso la fine dell’anno 2005 e sempre più radicato nella realtà del territorio.

Tra gli enti privati annoveriamo la Fondazione Carigo, che ha voluto riconoscere e dare fiducia al nostro “sapere” e “saper fare” sostenendo finanziariamente il progetto “Le Parkour”. Quest’ultimo rappresenta un percorso educativo più ampio del singolo intervento, costruito per favorire, agevolare e sostenere la promozione sociale e la progettualità giovanile in un contesto di aggregazione positiva (valori etici), potenziando le relazioni sociali in gruppi di giovani altrimenti destrutturati, nell’ambito di nuove discipline sportive.

Villa Russiz, ISTITUTO A.CERRUTI (CAPRIVA); compartecipazione e condivisione di spazi ed attrezzature nell’ambito di vari progetti specifici e attività di volontariato presso l’IPAB (ora Fondazione) Vedi Allegato.

La sezione regionale del WWF, grazie alla quale è stato possibile presentare il progetto di riconversione dell’ex deposito munizioni Monte di Mezzo, progetto segnalato come ‘caso virtuoso’ a livello nazionale nella campagna ‘Riutilizziamo l’Italia’ ; è in corso la definizione di un patrocinio ulteriore da parte dello stesso Ente (2014).

Università degli studi di Trieste, Facoltà di SMFN, Corso di laurea in Scienze Ambientali (ora Scienze della vita): realizzazione di una convenzione per attività di tirocinio formativo e di orientamento.

ARPA, Laboratorio Regionale di Educazione Ambientale (LAREA) (TS) grazie alla loro disponibilità è stato possibile l’inserimento del nostro progetto di riconversione nella manifestazione culturale “Le voci dell’inchiesta” oltre che ottimizzare i percorsi di ottimizzazione alla sostenibilità con particolare riferimento alla riqualificazione ambientale.

Museo di Scienze Naturali di Trieste, con il quale stiamo realizzando un patrocinio sul Progetto “Custodi della terra” e siamo già impegnati in una campagna di biomonitoraggio dell’erpetofauna autoctona.

Scuola di piccolo circo” (Ente universitario accreditato) insieme alla rivista nazionale Juggling Magazine con il quale collaboriamo dal 2005 come soci sostenitori e come palestra di giocolieri regionale.

Distretto Alto e basso Isontino, ente che ci permette tuttora di sperimentare l’accoglienza di minori in difficoltà (a titolo gratuito) oltre che esperienze di banca lavoro a favore di giovani provenienti dal CSM.

CISI, realtà territoriale per la quale abbiamo prestato attività di volontariato in ambito educativo e socio assistenziale oltre che progetti di banca lavoro.

Cinemazero e Tucker Films realizzazione di eventi programmati (PN; UD; TS) allo scopo di valorizzare la foto inchiesta realizzata dall’ARPA ed il documentario “Primule e Caserme” proiettato nelle sale di tutte le Province regionali (2014).

Demanio dello Stato, sezione civile, Filiale Friuli Venezia Giulia, al quale abbiamo fatto richiesta di locazione secondo i massimi termini di agevolazione fiscale di un bene immobile (struttura presso Ex Polveriera di Peteano, Sagrado), allo scopo di valorizzare lo stesso patrimonio edificato ed il patrimonio ambientale, culturale e sociale del territorio, tramite l’insediamento di un centro polifunzionale. In seguito, infatti, ad una prima analisi (Tesi sperimentale in seno alla Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali di Trieste), suddetto sito risulta essere adeguato a beneficiare di un intervento specifico di ripristino e riqualificazione ecologica. Possiamo confermare che in data maggio 2009 il Demanio ci ha consegnato le chiavi di una porzione dell’immobile Ex Polveriera Monte di Mezzo di Peteano (Comune di Sagrado) nelle more della stipula del contratto di locazione a canone non agevolato. In allegato copia del Progetto di riconversione della location sopraindicata.

Orizzonte cooperativa sociale, partecipazione con il gruppo parkour alle attività del centro estivo Oliver presso il comune di Romans d’Isonzo; attività di volontariato in progetti educativi individuali per adolescenti con deficit psichici presso la location di Peteano (Sagrado).

Terranova cooperativa sociale, l’associazione ha messo a disposizione della cooperativa spazi e personale per la realizzazione di un centro estivo rivolto a bambini affetti da autismo e ha realizzato in compartecipazione un’esperienza di introduzione alla disciplina sportiva di Parkour all’interno di Pixel 2015.

Associazione Banda Larga, con la quale abbiamo avuto la possibilità di realizzare un laboratorio di nuove discipline sportive (Parkour) nell’ambito di Pixel 2017

Riteniamo utile sottolineare che a partire dal 2014 la nostra Associazione ha reso disponibili e a titolo gratuito gli spazi aggregativi presso la location di Petetano (fattoria, piazzola playground, struttura semiresidenziale) a favore di minori accompagnati provenienti da cooperative sociali del territorio quali 2001, Ondanova, Terranova, Itaca.

_area progetti

Il Cerchio Magico, è un soggetto attivo proponente progetti di diversa natura a interesse collettivo.

Risulta basilare una progettazione pluriennale, sovracomunale, coniugata con le organizzazioni pubbliche e private del territorio, orientata al potenziamento del capitale sociale locale, che superi la logica del bisogno per abbracciare la logica del lavoro di comunità. In maniera spontanea ma, si ripete, intuitiva, l’associazione si è mossa nel suo piccolo tenendo conto di questi elementi.

Il Cerchio Magico intende collaborare con gli Enti pubblici e privati nella realizzazione e nella promozione di progetti secondo schemi compatibili richiesti dalla Comunità Europea. Il Cerchio Magico propone per i singoli progetti degli studi specifici delle motivazioni, degli obiettivi a breve e lungo termine, del budget, delle partnership e degli eventuali sponsor.

La dinamicità che ci caratterizza si dà una concreta identità quando, nel segno della solidarietà, applichiamo le nostre conoscenze tecnico operative (il “sapere” ed il “saper fare”). La formazione dunque, diviene un caposaldo di riferimento, soprattutto nell’ambito socio educativo; formarsi, essere più professionali, “operare” in un’ottica di “know how”. Le direttive per la progettualità si rivolgono con particolare accento verso tutte quelle occasioni di formazione, aggiornamento e affiancamento capaci di dare un plusvalore all’attività, oltre che alla stessa risorsa sociale coinvolta.

Utilizzando lo strumento della ricerca-azione in un approccio atipico ed esperienziale e seguendo le metodologie dell’animazione sociale, si intendono promuovere strategie atte a valorizzare il potenziamento delle risorse degli individui (empowerment) e delle loro capacità di affrontare le difficoltà (coping).

Studi di ambito pedagogico evidenziano come l’intervento diventa efficace se inserito in un contesto informale, non “strutturato”. Il metodo dell’educazione alla pari, applicato originariamente negli Stati Uniti in ambito scolastico, ove il disagio giovanile è diffusissimo, viene, in questo contesto, recuperato, rielaborato ed adattato ai “luoghi” informali individuati dalla pianificazione. L’ Empowered peer education si basa sul coinvolgimento di un ristretto gruppo di giovani, i quali veicolano un determinato valore etico o morale al resto del loro gruppo dei pari.

La pianificazione sopracitata riprende nell’insieme i tratti distintivi di un “planning innovativo nella sua realizzazione e replicabile. Si intende proseguire secondo il medesimo approccio, in mainstreaming , per creare altri momenti di aggregazione e operatività e parallelamente impostando una collaborazione continuativa nel tempo con la rete delle strutture e dei servizi della Regione.

  • Progetti finanziati

  • Libere Frontiere

Ente finanziatore: Regione FVG, Direzione Centrale di Istruzione, Cultura, Sport e Pace prot.10475/3ACISCU3 ai sensi della L.R. 3/98.

L’entrata della Slovenia nell’Unione Europea preannuncia un evento di portata epocale: la cancellazione formale del confine che divide le due nazioni. La proposta progettuale si propone di avvalorare, riconoscere e testimoniare l’imprescindibile ruolo storico della zona di confine, attraverso una pianificazione annuale di eventi, articolati secondo un modello partecipativo, volto a creare reti di relazioni di promozione sociale internazionale. La collaborazione transfrontaliera con la vicina Slovenia intende incoraggiare soprattutto la solidarietà giovanile, offrendo l’opportunità di avviare legami stabili che assicurino un futuro di reciproca integrazione, in un’ottica di pluralismo e di benessere tra i due popoli. A questo proposito, riteniamo fondamentale evidenziare che la nostra Associazione si è già impegnata nel creare connessioni transfrontaliere con realtà sociali organizzate slovene; pianificando e coordinando momenti di aggregazione e progettando incontri strutturati.

La partecipazione giovanile transfrontaliera ha luogo in diverse location: si prevedono infatti riunioni dello staff, incontri di team allargato, interviste, riprese video, e momenti di semplice aggregazione. I luoghi dove si svolgono le varie fasi del progetto sono:

> sedi del KGS (Nova Gorica) (in qualità di ospiti)

> Villesse (sede operativa, sala del caminetto, presso Palazzo Ghersliach)

> Peteano (struttura civica presso ex polveriera, la locazione, ad oggi non è stata ancora resa effettiva)

> Cormons (sala Aula Magna, presso Ex Scuola Elementare V.Feltre)

Partnership e collaborazioni e collegamenti con altre realtà nazionali ed internazionali:

Internazionali (Slovenia)

  • kgs_ Klub Goriskih studentov, nova gorica;

  • Kbms_KLUB BRISKE MLADINE IN STUDENTOV, KOJSKO;

Nazionali

  • ExisT (associazione degli ex volontari europei), TRIESTE (Rif LR 68/81 Art 4 Com 2 b);

  • APS LAB Centro Promozione Benessere, gorizia;

La conclusione sostanziale delle fasi operative si riassume nell’elaborazione del “Test della Pace”, un questionario realizzato in formato cartaceo e divulgato attraverso un format sul nostro sito; sulle basi dei primi risultati è stato possibile ideare e costruire in video editing delle “Interviste doppie” che a breve saranno visibili su tutti canali mediatici ed informatici di cui disponiamo.

  • Le Parkour

Ente finanziatore: Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia

prot. Cod Rich N. 04.0980 Richiesta N. 2008.0654

Il progetto intende stimolare i giovani del territorio regionale, coinvolgendoli in una serie di azioni volte e strutturate ad organizzare una pianificazione innovativa e condivisa. In questo senso, la nostra Associazione si prefigge di fornire un punto di aggregazione che sia di riferimento per quanti desiderino incentivare l’attività fisica, la cultura dello sport e del corpo.

I soggetti interessati sono indotti e stimolati a diventare, ove possibile, attori principali, ricevendo incarichi e mansioni di responsabilità. L’opportunità di fare impiego di competenze professionali specifiche sportive, darebbe alle fasi esperienziali una diretta conseguenza; l’opportunità di proseguire nella propria disciplina, anche in forma non dilettantistica. La programmazione degli eventi interni al progetto avrebbe delle dirette correlazioni con gli eventi esterni, in particolare, sono previste collaborazioni con associazioni sportive, partecipazioni a tornei, match e gare di competizione.

Il progetto è oltre che innovativo nella sua realizzazione anche replicabile e quindi si intende proseguire secondo il medesimo approccio, in mainstreaming, per creare altri momenti di aggregazione e operatività e parallelamente impostando una collaborazione continuativa nel tempo con la rete delle strutture sportive provinciali, le realtà aggregative già operanti sul territorio e le associazioni che statutariamente si impegnano a favore della crescita e della formazione giovanile.

    • Arena-Match Point

Il progetto “Match point” intende stimolare i giovani del territorio della Provincia di Gorizia e Udine, coinvolgendoli in una serie di azioni volte e strutturate ad organizzare una pianificazione innovativa e condivisa, avente oggetto: corsi, tornei, manifestazioni, stage, laboratori di movimento, gioco e semplice divertimento. Il progetto vuole attirare, attivare e motivare i ragazzi coinvolgendoli attraverso un percorso ludico ricreativo costruito sul ruolo delle relazioni personali, capace di stimolarli a produrre qualcosa di proprio che possa aver, oltre che un valore personale, un valore anche all’interno della loro comunità di giovani cittadini. Si prevede quindi di suscitare il loro interesse nei confronti di questa iniziativa, attraverso varie fasi tutte tendenti a favorire un approccio più meditato riguardo il significato dell’amicizia, della mutua assistenza e dell’auto-organizzazione. In qualità di iniziative fuori porta si rende noto che la nostra Associazione è già dedita a promuovere la solidarietà giovanile in contesti non organizzati e completamente estranei alla realtà del tessuto scolastico, tale da impostare una relazione educativa che esuli dalle normali metodiche di approccio e di relazione costruttiva.

  • progetti realizzati negli anni passati

  • Progetto Mandalaquà

Proposta di progetto di realizzo di un mandala, come metodo socioeducativo rivolto ai minori appartenenti al territorio della Provincia di Gorizia. Il progetto (che ha coinvolto tre Comuni) non si è potuto concludere nella sua ultima fase (pitturazione) per mancanza della delibera da parte del TFR di Trieste.

  • Laboratorio artigianale di argilla.

laboratorio intensivo di lavorazione della “terra bianca” e del “seimir”. La manifattura è stata realizzata in un contesto familiare interessando gli afferenti all’Associazione “Il Cerchio Magico”; gli oggetti realizzati sono stati sottoposti alla cottura in altoforno e ad una successiva colorazione.

  • Redazione calendario di specie fitoofficinali.

Realizzazione di un sommario tassonomico, includente le principali specie rilevanti dal punto di vista fitoofficinale e presenti nel territorio, dotato di riferimenti botanici delle suddette specie.

  • Sperimentazione tecnica wire-wire.

Mini-lab di tecniche wire-wire nella creazione di gioielli realizzati a mano, associato alla tradizione di costume celtico cisalpino. Il successo della suddetta sperimentazione, ha condotto una dei soggetti coinvolti, a riservare una produzione più curata e continua degli oggetti specializzandosi così in tale disciplina.

  • Laboratorio estivo di juggling.

Laboratorio di improvvisazione di teatro di figura, teatro di strada e giocoleria. Il laboratorio ha coinvolto sia giovani afferenti all’Associazione “Il Cerchio Magico” che altri soggetti estranei ad organizzazioni riconosciute. L’obbiettivo principale del progetto, ovvero coinvolgere minori e giovani adulti in attività organizzate e al di fuori di contesti strutturati è stato raggiunto.

  • progetto “Scuola di fantasia ”

Il progetto mira a stimolare la curiosità nei confronti dell’origine e dell’essenza naturale della vita, quali il linguaggio o le festività; si intende offrire agli assistenti all’infanzia un metodo nuovo e divertente d’apprendimento spontaneo che utilizza la tanto amata quanto sottovalutata tecnica arte dei burattini e cantastorie. Il progetto si sviluppa in un ciclo di 12 lezioni/storie “tenute” e veicolate dai burattini sotto forma di fiabe sempre nuove, capaci di potenziare la curiosità del bambino in una spontanea consapevolezza nei confronti del mondo esterno.

Progetti realizzati in sinergia conassociazioneil nuovo giorno onlus” (finanziati da istituzioni)

  • Peer education”

L’iniziativa intende coinvolgere i ragazzi che frequentano vari spazi associativi ed aggregazioni di giovani. Il metodo dell’educazione alla pari, applicato negli Stati Uniti in ambito scolastico ove il disagio giovanile è diffusissimo, viene rielaborato ed adattato ai luoghi informali individuati dal progetto. Empowered peer education si basa sul coinvolgimento di un ristretto gruppo di ragazzi i quali veicolano un determinato valore etico o morale al resto del loro gruppo dei pari. Nel progetto tale modalità educativa è stata supportata utilizzando il format video. Infatti tale scelta nell’ambito della drammatizzazione è un ottimo compromesso tra coinvolgimento attivo del ragazzo e utilizzo del tempo. Tecnicamente la registrazione è in grado di coinvolgere completamente gli “attori”, i “registi”, gli “sceneggiatori” ecc., richiedendo un impegno limitato rispetto ad una rappresentazione teatrale.

  • SconfinaImmagini”

Il progetto “Sconfina – immagini” vuole attirare e motivare minorenni e giovani adulti, coinvolgendoli attraverso un percorso costruito sul ruolo delle immagini e stimolandoli a produrre qualcosa di proprio che possa aver, oltre che un valore personale, un valore anche all’interno della loro comunità di giovani cittadini. Si prevedono varie fasi, tutte tendenti a favorire un approccio più meditato riguardo l’immagine ed i suoi possibili usi o abusi, distribuendo dapprima alcune fotocamere, al fine di realizzare un personale reportage, per realizzare in seguito il percorso di “lettura” delle immagini da essi stessi scattate.

CORSI, WORKSHOP E LABORATORI ESPERIENZIALI

  • Laboratorio di “Parkour

L’obbiettivo principale del progetto è quello di avvicinare i giovani verso uno stile di vita più consapevole ed organizzato, praticando lo sport liberamente e apprendendo le basi delle discipline fisiche, nella qualità di un servizio di promozione sociale della cultura dello sport. “Le Parkour” rappresenta un percorso educativo più ampio del singolo intervento, costruito per favorire, agevolare e sostenere la promozione sociale e la progettualità giovanile. Il nostro “Staff associativo” costituisce oggi un organico idoneo e capace di stimolare l’autorganizzazione e la mutua assistenza in un contesto di aggregazione positiva (valori etici), potenziando le relazioni sociale in gruppi di giovani altrimenti destrutturati, nell’ambito di nuove discipline sportive. I praticanti del parkour, chiamati “traceurs” ovvero “creatori di percorsi”, aspirano a superare in modo creativo, fluido, atletico ed esteticamente valido le barriere naturali o artificiali che si trovano sulla loro strada. Per riuscirci utilizzano corse, salti, volteggi, cadute e arrampicate. L’importante è comprendere che parkour non è una gara a chi fa il salto più alto o più bello, il parkour è un percorso, senza alcuna forma di competizione fra i praticanti.

Location di riferimento:

  • Sala/palestra (Aula magna) Ex Scuola Elementare “Vittorino da Feltre”, Cormons;

  • Accesso a sale polifunzionali presso Villa Russiz (Istituto Adele Cerruti), Capriva del Friuli;

  • Piazzola antistante Ex deposito munizioni Monte di Mezzo, Peteano, Sagrado (GO).


  • Danza della Luna

Il corso di “Danza della Luna” si è svolto con cadenza settimanale presso la sala Aula Magna dell’ex Scuola Elementare “Vittorino da Feltrea, Cormons. L’iniziativa rappresenta in concreto l’attivazione dello staff associativa nelle arti di movimento, in uno stile che ibrida le radici tribali dell’espressione corporea con le sonorità medievali e le movenze orientali. Una danza tutta femminile, per celebrare la dolce magia del corpo della donna. Aderiscono al corso in un primo momento i soci e simpatizzanti della nostra Associazione, seguentemente, grazie ad un’intensa e continua pubblicità (cartacea e su rete informatica) altre giovani del territorio provinciale. La propedeuticità del programma del corso porta spontaneamente ad un’autoorganizzazione del primo spettacolo pubblico di “Danza della Luna”; il saggio artistico presentato in occasione della Festa del solstizio a Turriaco (Go) nella quale le danzatrici (una dozzina circa) si esibiscono in un’ottima interpretazione d’insieme, sia nella coreografia che nel movimento.

  • Piccolo Circo

Il Piccolo Circo si propone di sostenere l’apprendimento spontaneo delle discipline circensi, attraverso l’esperienza del gioco, dell’attività manuale, della pratica, in un’ottica che ne favorisca la creatività, quale patrimonio indispensabile per una crescita equilibrata e serena. In quest’ottica la fantasia si autoalimenta attraverso un percorso alla scoperta dei segreti della giocoleria, delle basi dell’equilibrismo, dei trucchi di magia e illusionismo, verso una progressiva consapevolezza dell’espressione corporea.

Il calendario di questo corso, ancora per molti aspetti sperimentale, prosegue con appuntamenti settimanali dove si alternano incontri di “Juggling” (improvvisazione e allenamento) a momenti di studio e costruzione degli attrezzi circensi (inediti).

EVENTI ACCIDENTALI

  • Divulgazione scientifica

Organizzazione di eventi divulgativi aventi oggetto strumenti elettromedicali di interesse regionale (ECOSAVE), mappe di rischio potenziale per BORRELIOSIS (zecche) nel FVG, essenze vegetali carsiche micorizzate con i Tartufi Marzuolo e Scorzone e relativi ambienti di crescita, ripopolamento con specie autoctone in estinzione (lista PSR 2007-13).

  • Celtismo

Il Cerchio Magico ha ricercato, sin dalla sua costituzione, le radici antropologiche e storiche del territorio dove si è insediato; ritrovandosi nell’espressione culturale celtica ed evincendo da essa forti motivazioni e valori ancora oggi validi e duraturi nel tempo. Nasce così spontaneamente un percorso a ritroso, tradotto nella forma di un calendario delle principali festività celtiche, cerimonie rievocative del ciclo solare che non perdiamo l’occasione di rivisitare durante il corso dell’anno insieme a soci e non soci.

  • Jam Session

La possibilità di usufruire di spazi concessi dalle amministrazioni pubbliche (sala del caminetto, Villesse) è stata occasione gradita per gli afferenti all’Associazione (e non solo) per organizzare delle Jam session acustiche. Il successo di questi incontri e la risposta positiva del pubblico più giovane ci ha condotti a proseguire nell’ibridare strumenti etnici (percussioni, didgeridoo, mandola, ghironda ed altri strumenti medievali) portando alla luce un desiderio comune di esprimersi “insieme” superando i limiti dell’esibizione pura a se stessa. In questo panorama percettivo, abbiamo ritenuto indispensabile organizzare le nostre forze per costruire un appuntamento settimanale di libera Jam Session.

LE COLLABORAZIONI

  • Radio Nuova Trieste; emittente radiotelevisiva attenta alle problematiche sociali e giovanili che si è resa disponibile a fare opera di divulgazione degli eventi realizzati entro il territorio del Comune di Trieste (Es. Festa degli Alberi 22/11/08).

  • Radio Onde Furlane; emittente radiotelevisiva che ci ha aiutato nell’opera di divulgazione del “Progetto Verde”

  • Exist, associazione degli ex volontari europei, TRIESTE (Rif LR 68/81 Art 4 Com 2 b); ha sostenuto con professionalità e capacità organizzative le fasi operative del progetto “Libere Frontiere”, la collaborazione è continuativa, quest’anno ci ha visto coinvolti nel progetto finanziato dalla Regione “InForma SVE/FVG Tour” da poco concluso.

  • kgs, Klub Goriskih studentov, nova gorica e Kbms_KLUB BRISKE MLADINE IN STUDENTOV; hanno compartecipato a tutti gli incontri realizzati nell’attività di collaborazione transfrontaliera.

  • APS, LAB Centro Promozione Benessere, gorizia

  • JUGGLING MAGAZINE E GIOCOLIERI E D’INTORNI

  • Promotion online; campagna pubblicitaria con convenzioni e webLink Circuito Kinemax, vari punti vendita (Gorizia, Gradisca, Sagrado), MOVI, SAIE, ALTROMERCATO.

_conclusioni .

L’esperienza sul campo ci orienta ad affrontare difficoltà eterogenee, in un contesto di frammentazione di realtà associative. Nasce quindi l’esigenza di creare un circuito collaborativo di reti sociali condivise, ricche di relazioni interpersonali e forme di coordinamento capace di cogliere ed interpretare i bisogni presenti, rispondendo concretamente alle richieste provenienti dai giovani, creando spazi di libera e protetta espressione, favorendo l’empowerment e l’autodeterminazione come soluzioni positive a condizioni di disagio e di normali “difficoltà” derivanti dal trovare un proprio posto e una propria dimensione all’interno della società.

Permane immutata la nostra volontà di continuare ad investire nel “capitale sociale riproducibile”, con ricadute impagabili in termini di ben – essere per la collettività, orientata a costruire un futuro capace di rispondere alle nuove esigenze sociali. Questo si può ottenere, a nostro avviso, attraverso la concreta offerta di un ventaglio di stimoli e servizi capaci di rappresentare l’odierna esigenza sociale ed il diritto della persona a sviluppare il proprio essere.

Il Cerchio Magico” intende proseguire il proprio cammino ed allargarsi,

oltre l’indifferenza e la diffidenza,

abbracciando tutte le espressioni individuali,

come fossero un unico e bellissimo punto di incontro.

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